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Servizi

Lo stesso rilievo può restituire un ortomosaico, un modello tridimensionale, le curve di livello o un calcolo di volumi. Quali servano davvero dipende da cosa dovete decidere: è la prima cosa che chiediamo.
QUOTA COSTANTEP1P2P3P1 · Fessurazioneampiezza ~2 mmPROSPETTO SUDP1FessurazioneP2LattoneriaP3Distacco

Ricognizione del prospetto

Risoluzione
Fino a 48 MP per fotogramma
Video
4K, fino a 60 fotogrammi al secondo
Dettaglio minimo
Fessurazioni dell’ordine del millimetro, in avvicinamento
Tempo sul posto
Da mezza giornata

Ispezioni foto e video

Riprese aeree ravvicinate di coperture, facciate, capannoni, cantieri e infrastrutture. Ogni punto critico viene documentato con inquadrature ripetibili nel tempo, così da poter confrontare la stessa struttura a distanza di mesi.

Il volo segue un ordine stabilito prima di partire: prospetto per prospetto, falda per falda, con quote e distanze costanti. Non è una ricognizione a occhio: serve che la seconda ispezione, fra un anno, restituisca le stesse inquadrature della prima, altrimenti il confronto non vale nulla.

Sui punti dubbi si scende in avvicinamento per il dettaglio ravvicinato — un giunto scollato, una lattoneria sollevata, una fessurazione — e ogni scatto porta con sé la posizione in cui è stato preso. Il report indica dove guardare, non solo che qualcosa non va.

Rispetto al ponteggio o alla piattaforma aerea si risparmiano allestimento, permessi di occupazione del suolo e fermi di attività. La differenza si misura in giorni, e su un condominio anche in migliaia di euro.

Cosa viene consegnato

  • Fotografie ad alta risoluzione catalogate per prospetto e per falda
  • Dettagli ravvicinati dei punti critici, con posizione di ripresa
  • Video di ricognizione in 4K
  • Report sintetico con individuazione e classificazione dei punti critici

Quando serve

  • Stato di una copertura prima di deliberare un rifacimento
  • Verifica dopo un evento atmosferico, per la pratica assicurativa
  • Controllo di facciate e cornicioni non raggiungibili
  • Avanzamento lavori documentato a cadenza fissa
  • Strutture verticali: ponti, tralicci, campanili, silos, torri
  • Documentazione per una pratica edilizia o una richiesta agli uffici

Quando non è lo strumento giusto

L’ispezione visiva dice cosa si vede, non cosa c’è sotto. Per infiltrazioni e ponti termici serve la termografia; per misure metriche affidabili serve il rilievo fotogrammetrico.

Con quale mezzo

Il mezzo leggero copre la gran parte delle ispezioni. La piattaforma professionale aggiunge le ottiche tele: dove non ci si può avvicinare — una strada aperta sotto, un impianto in esercizio — il dettaglio si prende da lontano.

Per: Amministratori di condominio, imprese edili, gestori di immobili industriali, periti assicurativi

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H 90 m · GSD 2,6 cmSOVRAPPOSIZIONE 80 / 7080% LUNGO ROTTAPUNTI DI LEGAME · 3,2 IMMAGINI24,60 mORTOMOSAICO GEOREFERENZIATO

Piano di volo su griglia

Pixel a terra
Da 3 mm a 4 cm, secondo la quota di volo
Accuratezza relativa
Da 2 cm sulle riprese ravvicinate
Accuratezza assoluta
Decimetrica senza appoggio, centimetrica con RTK e punti battuti
Sovrapposizioni
80% lungo rotta, 70% laterale

Rilievi fotogrammetrici

Volo automatico su griglia programmata e restituzione di un ortomosaico ad alta risoluzione: un’immagine aerea corretta geometricamente, sulla quale distanze e superfici si misurano direttamente. Con il posizionamento RTK il dato raggiunge precisione centimetrica.

Una foto aerea normale non è misurabile: la prospettiva deforma tutto ciò che non sta al centro. L’ortomosaico nasce da decine di scatti che si sovrappongono ampiamente fra loro — di norma l’80% lungo la rotta e il 70% fra le passate — e da questa ridondanza si ricostruisce la geometria e si raddrizza l’immagine punto per punto.

La quota di volo decide il dettaglio: più si scende, più piccolo è il pixel a terra e più tempo richiede il rilievo. A 90 metri si sta attorno ai 2 cm per pixel, che basta per leggere una fuga fra due lastre; per la contabilità di cantiere spesso ne bastano 4, e il volo dura la metà.

La georeferenziazione è il punto che distingue un rilievo tecnico da una bella immagine: il file si sovrappone alla cartografia esistente e al catasto, e ogni misura presa a schermo ha un valore dichiarato di accuratezza.

Cosa viene consegnato

  • Ortomosaico georeferenziato in GeoTIFF, con il file di riferimento che lo colloca sulla carta
  • Versione in JPEG per la consultazione rapida, e PDF di stampa in scala su richiesta
  • Relazione di rilievo con quota, sovrapposizioni e accuratezza raggiunta
  • Sistema di riferimento dichiarato

Quando serve

  • Base metrica aggiornata per una progettazione
  • Verifica di conformità fra stato di fatto e mappa catastale
  • Documentazione dell’avanzamento di un cantiere nel tempo
  • Mappatura di terreni agricoli e aree a verde
  • Viste zenitali e prospettiche per una pratica paesaggistica
  • Verifica di superficie utile e ombreggiamenti prima di un impianto in copertura

Quando non è lo strumento giusto

Sotto la chioma degli alberi non si vede: dove la vegetazione è fitta il terreno non è ricostruibile per via fotogrammetrica. In quei casi il dato utile è la superficie, non il suolo.

Con quale mezzo

Entrambi i mezzi producono l’ortomosaico. Con la piattaforma professionale e la correzione RTK cambia l’accuratezza assoluta: si passa dal mezzo metro all’ordine del centimetro, che è quello che serve per sovrapporlo al catasto.

Per: Geometri, ingegneri, studi tecnici, aziende agricole, enti

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ORBITA LIBERANUVOLA

Nuvola di punti

Texture
Da immagini reali, non ricostruite
Riprese
Nadirali e oblique su più altezze
Navigazione
Da browser, senza installazioni
Misurabilità
Sì, se il rilievo è georeferenziato

Modelli 3D

Ricostruzione tridimensionale texturizzata della struttura o dell’area rilevata. Il modello si esplora, si ruota e si misura: uno strumento di confronto immediato per committenti e progettisti che non frequentano il cantiere.

Dalla stessa acquisizione dell’ortomosaico, integrata con riprese oblique, si ricava una maglia tridimensionale sulla quale vengono riproiettate le immagini reali. Il risultato non è un rendering: è l’oggetto com’era il giorno del volo, con le sue macchie di umidità e le sue lamiere storte.

Le riprese oblique sono la parte che spesso viene saltata e che fa la differenza: senza di esse le facciate verticali restano stirate e il modello serve solo visto dall’alto. Un edificio va girato tutt’attorno, a più altezze.

La versione leggera si apre in un browser da un link, senza installare nulla: è il modo più rapido per far vedere una situazione a un consiglio di amministrazione o a una committenza distante.

Cosa viene consegnato

  • Modello 3D texturizzato in OBJ, con le texture allegate
  • Versione leggera in glTF, navigabile da browser e condivisibile via link
  • Viste e sezioni statiche per la relazione tecnica

Quando serve

  • Presentare uno stato di fatto a chi non può salire in copertura
  • Studio di inserimento di un nuovo volume o di un impianto
  • Documentazione di un bene prima di un intervento di restauro
  • Comunicazione di progetto verso committenza o pubblico
  • Valutazione di una copertura per il fotovoltaico: falde, ostacoli, ombre portate

Quando non è lo strumento giusto

Le superfici riflettenti, i vetri e l’acqua non si ricostruiscono bene: sono i limiti fisici del metodo, non un difetto di lavorazione. Dove serve precisione su quelle superfici, il rilievo va integrato con altre tecniche.

Con quale mezzo

Il mezzo leggero basta per un fabbricato. Sulle strutture alte o dove serve girare largo, la piattaforma professionale tiene la quota e la distanza con più margine.

Per: Progettisti, imprese di costruzione, enti pubblici, restauratori

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DSM · superficieDTM · terreno210212214EQUIDISTANZA 0,5 m4%12%28%41%PEND.Δh

Modello di superficie

Equidistanza
Da 0,25 m, in funzione dell’accuratezza
Accuratezza in quota
Da 2 a 5 cm con punti di appoggio
Sezioni
Longitudinali e trasversali, dove richieste
Formati
Modelli altimetrici in GeoTIFF; curve derivate su richiesta

Rilievi altimetrici

Restituzione dell’andamento altimetrico dell’area: modello digitale di superficie, modello del terreno dove la copertura vegetale lo consente, curve di livello all’equidistanza richiesta e mappa delle pendenze. La base di partenza per progettazione, drenaggi e analisi del dissesto.

Vanno distinte due cose che spesso si confondono. Il modello di superficie descrive tutto ciò che si vede dall’alto — alberi, tetti, cumuli. Il modello del terreno descrive il suolo nudo, ottenuto togliendo quanto ci sta sopra. Per un calcolo di scavo serve il secondo; per un ingombro serve il primo.

Le curve di livello si generano all’equidistanza concordata: mezzo metro per un lotto edificabile, uno o due metri su un versante esteso. Un’equidistanza troppo fitta su un dato poco accurato produce curve seghettate che sembrano precise e non lo sono.

La mappa delle pendenze è l’elaborato che dice di più in un colpo solo: dove l’acqua scorre, dove un mezzo non passa, dove serve un muro di sostegno. Si legge a colpo d’occhio anche da chi non è un tecnico.

Cosa viene consegnato

  • Modello digitale di superficie
  • Modello digitale del terreno, dove ottenibile
  • Curve di livello all’equidistanza concordata
  • Mappa delle pendenze e profili di sezione

Quando serve

  • Progettazione di una sistemazione esterna o di una viabilità
  • Studio della regimazione delle acque e dei drenaggi
  • Analisi di un versante instabile o di un’area soggetta a dissesto
  • Livellamento di un terreno agricolo

Quando non è lo strumento giusto

Il modello del terreno non è misurato: è ricavato dal modello di superficie togliendo per calcolo ciò che sta sopra il suolo, e poi interpolando dove il suolo non si vede. Dove la copertura è fitta l’interpolazione lavora su pochi punti reali e il risultato va preso per quello che è: una ricostruzione plausibile, non una quota rilevata. In bosco chiuso la fotogrammetria a terra non arriva affatto, e lì serve un’altra tecnica: lo dico prima di prendere l’incarico, non a consegna avvenuta.

Con quale mezzo

Entrambi i mezzi. Dove serve accuratezza in quota dichiarabile, la correzione RTK della piattaforma professionale evita di dover materializzare molti punti a terra.

Per: Studi di progettazione, enti, consorzi di bonifica, aziende agricole

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PASSATE INCROCIATEPIANO DI RIFERIMENTO1.482 m³incertezza ± 1,8%scavo 0 · riporto 1.482

Rilievo del cumulo

Incertezza tipica
Da 1 a 3% del volume, secondo la forma
Riferimento
Piano orizzontale, piano di campagna o rilievo precedente
Confronto
Scavo e riporto separati
Cadenza
Anche mensile, per la contabilità di cantiere

Calcolo volumi e aree

Misura del volume di cumuli, scavi e riporti a partire dal rilievo aereo, con superficie di riferimento concordata. Il confronto tra rilievi successivi restituisce l’avanzamento reale dei lavori, senza fermare il cantiere.

Il volume non è un numero assoluto: dipende dal piano rispetto al quale lo si misura. Un piano orizzontale a quota fissa, il piano di campagna originario, o la superficie rilevata nel sopralluogo precedente danno tre risultati diversi, tutti corretti. La prima cosa da concordare è quale.

Il calcolo avviene per fette successive sulla superficie rilevata, e l’elaborato consegnato mostra le superfici usate: chi legge può verificare, non deve fidarsi. È la differenza fra un numero e una misura.

Ripetendo il rilievo a distanza di tempo si ottiene la variazione: quanto materiale è stato movimentato in un mese, quanto ne resta in piazzale a fine esercizio. Su una cava o un impianto di stoccaggio è il dato che chiude il bilancio.

Cosa viene consegnato

  • Tabella dei volumi per singolo cumulo o area
  • Elaborato grafico con le superfici di calcolo usate
  • Confronto con rilievi precedenti, con volume di scavo e di riporto
  • Superficie e perimetro delle aree misurate

Quando serve

  • Inventario di piazzale a fine esercizio
  • Contabilità di movimento terra su un cantiere
  • Volumi di coltivazione in cava
  • Quantificazione di un accumulo dopo un evento franoso
  • Verifica di un accumulo dopo un evento meteorologico

Quando non è lo strumento giusto

Un cumulo poggiato su un fondo non visibile — perché coperto o perché mai rilevato prima — non ha un volume calcolabile con certezza: si può solo stimarlo su un’ipotesi di base, e va dichiarato.

Con quale mezzo

Entrambi i mezzi. Per i piazzali estesi la maggiore autonomia della piattaforma professionale copre l’area in una sola sessione.

Per: Cave, impianti di stoccaggio, imprese di movimento terra, direzione lavori

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53.383 PUNTI SPARSI20.598.836 PUNTI DENSISEZIONE ESTRATTA

Punti sparsi dall’allineamento

Densità
Concordata, da un centinaio a oltre mille punti al metro quadro
Colore
Da immagini reali
Formati
LAZ e LAS — leggibili nei principali ambienti CAD e BIM
Consegna
Digitale, anche suddivisa per settori

Nuvole di punti

Nuvola di punti ad alta densità dell’oggetto rilevato, consegnata in LAZ — il formato standard del settore, compresso — che il vostro studio apre direttamente. Su richiesta anche in LAS non compresso, se il vostro flusso di lavoro lo preferisce.

La nuvola è il dato grezzo da cui derivano tutti gli altri elaborati: ogni punto porta la sua posizione nello spazio e il suo colore. Chi ha uno studio attrezzato spesso preferisce ricevere questa e ricavarsi da sé sezioni, piante e prospetti, con le convenzioni di rappresentazione che usa abitualmente.

La densità si concorda in funzione dell’uso: qualche centinaio di punti al metro quadro basta per un rilievo territoriale, mentre per il dettaglio architettonico di una facciata serve scendere di quota e infittire. Più densità significa più tempo di volo e file più pesanti, e non sempre serve.

Consegniamo in formati aperti e documentati, quelli che si aprono ovunque. Nessun visualizzatore proprietario da installare, nessun vincolo a una piattaforma: il dato è vostro e resta leggibile fra dieci anni.

Cosa viene consegnato

  • Nuvola di punti in LAZ, o in LAS non compresso su richiesta
  • Sistema di riferimento dichiarato e documentato
  • Nota metodologica su densità e accuratezza
  • Versione alleggerita per la consultazione rapida

Quando serve

  • Base per la modellazione BIM di un edificio esistente
  • Rilievo dello stato di fatto per un intervento di restauro
  • Estrazione autonoma di sezioni e prospetti da parte dello studio
  • Archiviazione documentale di un bene prima di un intervento

Quando non è lo strumento giusto

È un dato di grande dimensione: va messo in conto lo spazio su disco e una macchina in grado di gestirlo. Se in studio non c’è chi la lavora, conviene farsi consegnare direttamente gli elaborati derivati.

Con quale mezzo

Entrambi i mezzi. La densità dipende più dalla quota di volo che dalla macchina; il sistema RTK incide sul riferimento, non sul dettaglio.

Per: Studi tecnici, società di ingegneria, restauro, gestione patrimonio

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A1A2A3REPORT TERMICOA1Punto caldo+24 KA2Diodo by-pass+11 KA3Connessione+6 K3 anomalie · 6 moduliSENSORE RADIOMETRICO 640×512

Passata termica sull’impianto

Sensore
Radiometrico 640×512, modalità ad alta risoluzione 1280×1024
Sensibilità
Frazioni di grado, sufficiente a separare le anomalie dal fondo
Condizioni
Irraggiamento adeguato e vento contenuto per il fotovoltaico
Resa giornaliera
Diversi megawatt di impianto in una sessione
Da ottobre 2026

Termografia

Rilievo termografico aereo con sensore radiometrico: individuazione di celle e stringhe in anomalia su impianti fotovoltaici, e lettura delle dispersioni termiche e delle infiltrazioni sull’involucro edilizio. La perizia firmata sarà disponibile al conseguimento della certificazione.

Su un impianto fotovoltaico ogni difetto ha una firma termica riconoscibile. Una singola cella che scalda molto più delle vicine è quasi sempre un punto caldo da microfrattura o da ombreggiamento; un’intera fila di celle più calda indica un diodo di by-pass in conduzione; un modulo uniformemente più caldo segnala un problema di connessione; una stringa intera fredda vuol dire che non sta producendo affatto. Sono diagnosi diverse, con costi di intervento diversi.

Il rilievo non si fa in qualunque momento: serve irraggiamento sufficiente, vento contenuto e una finestra oraria adatta, altrimenti le differenze di temperatura non emergono e il rilievo non è utilizzabile. In edilizia vale il contrario — serve un salto termico fra interno ed esterno, quindi la stagione fredda e le prime ore del mattino.

Il sensore è radiometrico: ogni pixel porta un valore di temperatura, non solo un colore. È questo che permette di quantificare il salto termico di un’anomalia invece di limitarsi a dire che “c’è una macchia arancione”.

La certificazione da termografo è quello che distingue un’immagine termica da una diagnosi. Non basta puntare la termocamera: emissività del materiale, temperatura riflessa dall’ambiente e distanza di ripresa vanno impostate correttamente, altrimenti il numero letto non è la temperatura dell’oggetto. E occorre saper distinguere un punto caldo reale da un riflesso — l’errore più comune, e il più costoso per chi ci si affida.

Cosa viene consegnato

  • Mappa termica dell’impianto o dell’edificio, con posizione delle anomalie
  • Scheda per ciascuna anomalia, con immagine termica e visibile appaiate
  • Classificazione per tipologia: cella, diodo di by-pass, modulo, stringa
  • Sintesi per stringa e per inverter, con stima della perdita di resa
  • Perizia tecnica firmata, dal conseguimento della certificazione di Livello 2

Quando serve

  • Verifica periodica di un impianto fotovoltaico in esercizio
  • Collaudo dopo l’installazione o dopo un intervento di manutenzione
  • Contestazione in garanzia verso il fornitore dei moduli
  • Ricerca di infiltrazioni e ponti termici su un involucro edilizio

Quando non è lo strumento giusto

La termografia individua e localizza, non sostituisce la verifica elettrica strumentale sul singolo modulo. Ed è una tecnica dipendente dalle condizioni: fuori dalla finestra utile il rilievo va rimandato, non forzato.

Con quale mezzo

Solo con la piattaforma professionale: la termocamera radiometrica è a bordo di quella. Il mezzo leggero non ha sensore termico, e una camera termica non radiometrica non basta per una diagnosi.

Per: Impianti fotovoltaici, operatori di manutenzione, amministratori, imprese di riqualificazione

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Termografia · da ottobre 2026

Tre settori, tre elenchi di lavori diversi.

La certificazione sul metodo termografico si rilascia per settore di prodotto. Averne tre — industriale, civile, elettrico — non è un dettaglio burocratico: sono tre mondi con problemi diversi, e “termografia” da sola non dice a nessuno cosa si può risolvere.

Impianti, coibentazioni e organi in quota, dove salire costa un fermo produzione.

Coibentazioni di serbatoi e tubazioni

L’isolante che si stacca o si bagna cambia temperatura prima di cedere. Dall’alto la mappa termica mostra dove il rivestimento non sta più lavorando, senza montare un trabattello attorno all’impianto.

Camini, torri evaporative, silos

Strutture alte e difficili da raggiungere: il rilievo aereo copre l’intera superficie in una sessione e restituisce le anomalie con la loro posizione.

Coperture industriali

L’acqua intrappolata sotto il manto ha inerzia termica diversa dal resto: dopo il tramonto emerge come una macchia che di giorno non si vede. È il modo più rapido per capire quanto è estesa un’infiltrazione prima di aprire.

Nastri e organi di trasmissione in quota

Rulli e supporti che scaldano più dei vicini segnalano un cuscinetto in via di cedimento, e si vedono senza fermare la linea.

Qualità del dato

Quanto è preciso, in numeri veri.

La qualità di un rilievo dipende dalla quota, dalla sovrapposizione, dal sensore e dai punti di appoggio. Questi sono i valori usciti da tre lavorazioni realmente eseguite, non una promessa commerciale.

Circa 1.000 m² · volo basso attorno al fabbricato

Quota bassa e forte sovrapposizione: è il caso in cui il dettaglio è massimo e le misure interne al modello sono centimetriche.

Immagini acquisite
190 immagini
Pixel a terra
0,3 cm
Punti ricostruiti
28,2 milioni
Errore di riproiezione
0,95 px
Accuratezza relativa
2,4 cm
Accuratezza assoluta
0,68 m
Tempo sul posto
16 minuti di volo

Relativa è la fedeltà delle misure prese dentro il modello: una distanza fra due spigoli, una differenza di quota. Assoluta è quanto il modello cade nel punto giusto della carta. Senza punti di appoggio a terra la seconda resta nell’ordine del mezzo metro, anche quando la prima è centimetrica: è una proprietà del metodo, non un difetto di lavorazione.

La quota decide il dettaglio

Il pixel a terra è proporzionale alla distanza dall’oggetto. Scendere da 90 a 20 metri porta il dettaglio da qualche centimetro a pochi millimetri, ma moltiplica il numero di scatti e il tempo di volo. Non esiste una quota giusta in assoluto: esiste quella giusta per ciò che dovete misurare.

La sovrapposizione decide la ricostruzione

Ogni punto del terreno deve comparire in più immagini da angolazioni diverse. Sotto una certa soglia la ricostruzione si sfilaccia, e il difetto si scopre in elaborazione, non sul campo. Per questo si vola con abbondanza di scatti anche quando sembra sovrabbondante.

Il sensore decide cosa si distingue

Un’ottica da 48 MP separa dettagli che una da 12 impasta, e una termocamera radiometrica restituisce temperature là dove una camera termica qualsiasi restituisce solo colori. Il limite del dato è il limite del sensore, e va dichiarato prima, non scoperto dopo.

I punti di appoggio decidono la posizione assoluta

Senza punti battuti a terra o correzione RTK, la georeferenziazione si appoggia al ricevitore di bordo e resta nell’ordine del mezzo metro. Le misure prese dentro il modello restano affidabili, ma sovrapporlo al catasto con precisione richiede l’appoggio.

Cosa consegniamo

Dove finisce il nostro lavoro, e dove comincia il vostro.

Un rilievo aereo produce un dato tecnico, con le sue tolleranze e i suoi limiti. Non produce una perizia geologica, una cartografia d’ente o un atto con valore legale: sono mestieri diversi, con firme diverse. Preferiamo scriverlo qui che scoprirlo insieme a lavoro consegnato.

Il dato di base, con i suoi numericompreso

Ortomosaico, modello tridimensionale, nuvola di punti, modello di superficie: i file nei formati aperti, più la relazione che dichiara quota di volo, sovrapposizioni, sistema di riferimento e accuratezza raggiunta. Il dato è verificabile perché i parametri sono scritti.

Misure prese sul modellocompreso

Distanze, superfici, dislivelli, volumi di un cumulo o di uno scavo, con l’incertezza dichiarata accanto al valore. Sono misure fatte sul dato che ho prodotto, e rispondo di come sono state ricavate.

Viste di base ricavate dal rilievocompreso

Le rappresentazioni che derivano direttamente dagli elaborati: confronto fra superficie e terreno, andamento altimetrico, sezioni, inquadramenti. Servono a leggere il dato, e le preparo io.

Il modello del terrenoda valutare

Si ricava per calcolo dal modello di superficie, e riesce dove il suolo è almeno in parte visibile. Sotto una copertura fitta il risultato è un’interpolazione, non una misura: quando è così lo scriviamo nella relazione invece di consegnarlo come fosse un rilievo del terreno.

Curve di livello e restituzioni derivateda valutare

Si producono a partire dal modello del terreno, e valgono quanto vale quello. Su terreno aperto sono affidabili; sotto vegetazione fitta perdono senso prima di perdere aspetto, ed è il caso in cui è più facile ingannarsi.

Cartografia tematica e banche dati territorialinon lo facciamo noi

Consegniamo il file georeferenziato, che il vostro tecnico può caricare nel suo ambiente di lavoro. La costruzione di una cartografia tematica, la vestizione secondo uno standard di ente e la strutturazione di una banca dati territoriale sono un mestiere diverso dal nostro, e non le eseguiamo.

Interpretazione geologica, strutturale, agronomicanon lo facciamo noi

Il rilievo documenta la forma e lo stato di ciò che si vede. Che cosa significhi — se un versante sia instabile, se una lesione sia strutturale, se una coltura sia in sofferenza — lo stabilisce il professionista competente, sul dato che gli forniamo.

Rilievo topografico con valore legalenon lo facciamo noi

Un frazionamento, un accatastamento o un confine da fissare richiedono strumentazione, procedure e una firma che non sono le nostre. Il rilievo aereo può affiancarli e ridurne il lavoro, non sostituirli.

Sulla precisione, una volta per tutte. Nessun rilievo — aereo, terrestre o a scansione — restituisce il millimetro assoluto. Ogni misura porta con sé l’incertezza della catena che l’ha prodotta: sensore, quota, geometria delle riprese, punti di appoggio. Per questo su ogni consegna dichiariamo l’accuratezza raggiunta invece di scrivere “alta precisione”: così potete decidere voi se quel margine è compatibile con ciò che dovete farci.

Preventivo

Perché non trovate un listino.

Due rilievi che sulla carta hanno lo stesso nome possono costare uno il triplo dell’altro, e non per capriccio: cambia la superficie, cambia cosa va consegnato, cambia se sopra ci si può volare senza chiedere permesso. Pubblicare un prezzo unico vorrebbe dire tenerlo alto per coprirsi, e farvi pagare la variabilità di qualcun altro. Preferiamo dirvi da cosa dipende, così potete farvi un’idea prima ancora di scriverci.

Quanto è grande

Un piazzale di mille metri quadri e venti ettari di seminativo non sono lo stesso lavoro: cambia il numero di passate, il tempo di volo, e soprattutto quanto materiale c’è poi da elaborare.

Sposta il tempo sul posto e, più ancora, quello di elaborazione.

Cosa deve uscirne

Lo stesso volo può restituire solo un ortomosaico, oppure ortomosaico più modello tridimensionale, curve di livello e calcolo dei volumi. Ogni elaborato in più è lavoro in più a valle, non un file che si esporta e basta.

È la voce che cambia di più il totale, a parità di volo.

Che precisione serve

Per una valutazione di massima basta il rilievo così com’è. Per un dato da sovrapporre al catasto servono punti di appoggio battuti a terra o la correzione satellitare: è mezza giornata in più sul campo e una verifica degli scarti in elaborazione.

Chiedere più precisione del necessario è il modo più comune di spendere troppo.

Dove si trova

In campagna si vola con l’attestato base. In centro abitato, vicino a un aeroporto o dentro una zona soggetta a limitazioni, servono procedure, e a volte un’istruttoria con tempi propri.

Può aggiungere una voce di adempimenti e allungare i tempi.

Quanto è distante

La trasferta si calcola sui chilometri effettivi dalla base di Bergamo, andata e ritorno, con un raggio compreso nel prezzo. Oltre una certa distanza conviene concentrare più lavori nella stessa uscita.

Voce separata nel preventivo, non nascosta nel totale.

Quanto è complicato

Un capannone isolato e un cantiere in attività con mezzi che si muovono non si rilevano allo stesso modo. Vincoli di orario, presenza di persone, accessi da concordare: sono ore che vanno messe in conto prima, non scoperte sul posto.

Incide come percentuale sulle lavorazioni, mai su trasferta e adempimenti.

In pratica: descrivetemi l’intervento e vi mando un preventivo scritto, con le lavorazioni voce per voce, la trasferta e gli eventuali adempimenti separati. Se qualcosa non è ancora deciso lo scriviamo come opzione, con il suo prezzo, invece di nasconderlo in un totale.

Domande ricorrenti

Le cose che chiedono tutti, prima di affidare un incarico.

Quanto dura un rilievo?

Il volo su un’area fino a qualche ettaro si esaurisce in mezza giornata. L’elaborazione richiede da due a cinque giorni lavorativi a seconda degli elaborati richiesti. Se serve una pratica autorizzativa i tempi si allungano, e ve lo dico prima di iniziare.

Che precisione possiamo aspettarci?

Con posizionamento RTK e punti di appoggio a terra si lavora nell’ordine del centimetro. Senza punti di appoggio la restituzione resta perfettamente utilizzabile per valutazioni e confronti, ma l’accuratezza assoluta è inferiore: la dichiariamo sempre nella relazione, non la lascio implicita.

In che formati consegnate?

Formati aperti, quelli che il vostro studio apre già: ortomosaico e modelli altimetrici in GeoTIFF georeferenziato, con il file di riferimento che li colloca sulla carta; nuvola di punti in LAZ, o in LAS non compresso su richiesta; modello tridimensionale in OBJ con le texture, più una versione leggera in glTF che si apre da browser; perimetro dell’area in DXF e GeoJSON; relazione in PDF. Restituzioni derivate — curve di livello, sezioni, elaborati vestiti per un ente — si valutano caso per caso: sono lavorazioni a valle del dato, non un file che si esporta.

Per quanto tempo tenete le riprese originali?

Trenta giorni dalla consegna. In quella finestra un elaborato in più o una verifica si ricavano dal materiale già acquisito, senza tornare a volare; passato il termine le riprese vengono eliminate. Gli elaborati consegnati restano ovviamente vostri. Se il lavoro va seguito nel tempo — un confronto a distanza di mesi, un cantiere per fasi — la conservazione si estende su richiesta, come voce a sé del preventivo.

Il meteo può far saltare l’intervento?

Sì, ed è la variabile meno governabile. Vento forte, pioggia e luce radente compromettono il dato. Concordiamo sempre una data alternativa: preferiamo rimandare di due giorni che consegnare un rilievo mediocre.

Si può volare ovunque?

No. Vicino agli aeroporti, sopra certe aree sensibili e in ambito urbano valgono limitazioni precise. Prima del preventivo verifichiamo la zona: se serve un’autorizzazione lo scriviamo, con tempi e costo della pratica come voce a sé.

Il preventivo distingue sempre tre voci: le lavorazioni, la trasferta e gli eventuali adempimenti autorizzativi. Sono costi di natura diversa e tenerli separati evita discussioni a consuntivo.